Opere

Le opere che seguono nascono all’interno di Quod quaeris ars, un percorso in cui immagine e suono cercano di avvicinarsi a ciò che spesso sfugge al linguaggio.


Freedom – The Y Form (2026)

Ciclo audiovisivo in quattro opere che esplora la scelta come forma di libertà.
Attraverso strutture visive generative e musica originale, il progetto costruisce uno spazio immersivo in cui i percorsi si moltiplicano, si attraversano e infine si definiscono.
La forma della Y, intesa come biforcazione, diventa simbolo della decisione e della condizione stessa dell’esistenza.

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Il progetto nasce dall’interazione tra strutture visive generative di origine matematica e composizione musicale originale, sviluppate in modo parallelo e non illustrativo. Immagine e suono condividono un percorso espressivo comune, costruendo un ambiente immersivo in cui lo spettatore è invitato a orientarsi.

Le quattro opere delineano un percorso:

  • The Path: origine e direzione iniziale
  • Field of Possibilities: apertura a molteplici possibilità
  • Within the Choice: immersione nello spazio della scelta
  • The Y Once Again: ritorno e definizione

Il ciclo si sviluppa attorno a una riflessione centrale:
la libertà non consiste nell’infinita apertura delle possibilità, ma nella capacità di scegliere e quindi di autolimitarsi.

Al centro del progetto si colloca la forma della Y, intesa come biforcazione: punto di separazione e di decisione.
Essa diventa simbolo della scelta, della libertà e, più in profondità, della condizione stessa dell’esistenza, intesa come continuo confronto tra possibilità divergenti.

L’insieme delle opere è concepito come materiale aperto, adattabile a contesti espositivi e installativi, con possibilità di sviluppo in ambienti immersivi.

The Path


Un percorso emerge dal vuoto e si definisce come direzione possibile.

Field of Possibilities


Molteplici traiettorie si aprono e si sovrappongono, creando uno spazio di possibilità.

Within the Choice

Lo sguardo si immerge all’interno delle possibilità, attratto dalle loro tensioni.

The Y Once Again


Tra i percorsi possibili, uno viene scelto: la libertà si manifesta come limite.

Disponibilità
Il ciclo è concepito come opera audiovisiva e come possibile installazione.
Sono disponibili, su richiesta, video, estratti video e immagini derivate in formato stampabile su tela o carta fotografica. Le stampe sono realizzate in tiratura limitata e accompagnate da certificato di autenticità.

Per informazioni: sergiopallante.art@gmail.com


Sul perdono (2026)


Dittico audiovisivo che esplora due modalità opposte e complementari del perdono: un processo lento di copertura e una frattura improvvisa che rende visibile ciò che era rimasto nascosto.

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Quando subiamo offese o allontanamenti, la ferita si manifesta immediatamente. Perdonare gli altri diventa allora un processo nel tempo: una lenta copertura, una stratificazione che tende a rendere invisibile ciò che ha ferito.

Diverso è il perdono di sé. Spesso richiede tempo per emergere, fino a manifestarsi come uno squarcio improvviso: una frattura che rende visibile, a distanza, l’errore e il male arrecato, talvolta nella sua dimensione più assurda.

Se nel primo caso il perdono agisce come copertura, nel secondo si configura come rivelazione. Due temporalità opposte, due movimenti complementari.

Sul perdono

Immagini derivate dall’opera

Il perdono – Spirale con foglie

Perdonar me stesso – Squarcio sull’assurdo

Disponibilità
Il ciclo è concepito come opera audiovisiva e come possibile installazione.
Sono disponibili, su richiesta, immagini derivate in formato stampabile su tela o carta fotografica. Le stampe sono realizzate in tiratura limitata e accompagnate da certificato di autenticità.

Per informazioni: sergiopallante.art@gmail.com


Forme del desiderio (2026)

Forme del desiderio è un’opera audiovisiva in due movimenti: Materia e Spirito.

Il lavoro esplora due modalità di trasformazione: in Materia le forme emergono e si dissolvono, mentre in Spirito si trasformano e permangono, oltre i propri confini visibili.

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Il lavoro nasce dall’idea di una forma generativa comune, capace di produrre esiti differenti a seconda della direzione intrapresa.

In Materia, il desiderio si manifesta come tensione verso molteplici oggetti: ciò che emerge è instabile, si disperde e si consuma rapidamente, senza mai consolidarsi in una forma duratura. La ripetizione non produce sviluppo, ma una continua variazione priva di permanenza.

In Spirito, la stessa energia generativa non si esaurisce, ma si trasforma. Le forme non si dissolvono, bensì mutano mantenendo una continuità interna, come se un’identità profonda persistesse al di là delle sue manifestazioni visibili. L’immagine tende a oltrepassare i propri confini, suggerendo uno spazio più ampio rispetto a quello mostrato.

Musica e immagine procedono in parallelo, come processi autonomi ma convergenti. Non vi è un intento illustrativo, ma la costruzione di un’esperienza percettiva in cui lo spettatore è invitato a sostare nella tensione tra instabilità e permanenza, senza che essa trovi una risoluzione definitiva.

Forme del desiderio

Disponibilità
Il ciclo è concepito come opera audiovisiva e come possibile installazione.
Sono disponibili, su richiesta, immagini derivate in formato stampabile su tela o carta fotografica. Le stampe sono realizzate in tiratura limitata e accompagnate da certificato di autenticità.

Per informazioni: sergiopallante.art@gmail.com


Il potere (2026)

Dittico audiovisivo composto da I due arrampicatori sociali e Bollicine.

Le due opere non descrivono il potere come istituzione, ma come dinamica: una forza che nasce dalla competizione, dalla conquista e dall’affermazione di sé, per poi propagarsi ben oltre i suoi protagonisti.

I protagonisti non sono davvero i protagonisti. Il centro dell’opera si sposta continuamente dalla figura alla struttura, dall’individuo al campo di forze che lo genera e che continua a produrre effetti anche dopo che l’individuo stesso ha perso centralità.

Attraverso immagini frattali e musica originale, il ciclo esplora il rapporto tra azione e conseguenza, tra ambizione individuale ed effetti collettivi.

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Questo dittico nasce dall’osservazione di una dinamica ricorrente: il desiderio di affermazione che spinge individui e gruppi a inseguire posizioni di vantaggio, prestigio o dominio.

Ne I due arrampicatori sociali, due figure percorrono traiettorie parallele all’interno di una struttura più ampia che le contiene e le supera. Pur apparendo come protagonisti, essi non occupano il vero centro dell’immagine. Il loro percorso lascia dietro di sé tracce e tensioni che suggeriscono la presenza di conseguenze già in atto. L’opera si presenta come un’istantanea sospesa: non racconta una storia, ma mostra una condizione.

In Bollicine, ciò che nel primo episodio rimaneva implicito emerge progressivamente. Le conseguenze si diffondono nello spazio come fenomeni autonomi, assumendo forme molteplici e mutevoli. Le bollicine possono apparire leggere e innocue, ma diventano simboli di propagazione, influenza, condizionamento e paura. I due arrampicatori riappaiono soltanto come presenze marginali e occultate. Il loro scontro non riguarda più soltanto loro stessi: produce effetti che si propagano all’esterno, coinvolgendo coloro che ne subiscono le conseguenze e rivelando la portata reale della dinamica che li ha generati.

Dal punto di vista musicale, il ciclo si sviluppa come una trasformazione continua. L’ironica marcia iniziale viene progressivamente disturbata da una presenza sonora crescente che interrompe il suo apparente equilibrio. In Bollicine, il carattere ritmico della marcia sopravvive in forma deformata, assumendo un tono sempre più drammatico fino a culminare nello scontro conclusivo.

L’opera non propone una lettura univoca del potere. Piuttosto, osserva il modo in cui determinate dinamiche si generano, si alimentano e finiscono per produrre effetti che si estendono ben oltre coloro che le hanno originate.

Il potere

Immagini derivate dall’opera

I due arrampicatori sociali

Bollicine

Disponibilità
Il ciclo è concepito come opera audiovisiva e come possibile installazione.
Sono disponibili, su richiesta, immagini derivate in formato stampabile su tela o carta fotografica. Le stampe sono realizzate in tiratura limitata e accompagnate da certificato di autenticità.

Per informazioni: sergiopallante.art@gmail.com


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